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L'ATTIVITA' DI RICERCA

"Distribuzione dell'idrochimica nelle acque costiere dell'isola di Pantelleria"
Risultati Preliminari.
Rapporto sull'attivitą svolta nel 2003

Introduzione

L’isola di Pantelleria è situata nel canale di Sicilia, soglia che divide il mare Mediterraneo in due bacini, occidentale ed orientale. Mentre le proprietà oceanografiche delle diverse masse d'acqua transienti nel canale sono state oggetto di studio soprattutto dal punto di vista fisico (Manzella et al., 1988; Astraldi et al., 1999; Sparnocchia et al., 1999), le loro caratteristiche chimiche e biologiche sono state poco approfondite (Budillon et al., 1992; Astraldi et al., 2002), né risultano presenti studi sull’oceanografia biologica delle acque costiere pantesche. Allo scopo di iniziare un’indagine conoscitiva sulle proprietà biogeochimiche delle acque che lambiscono le coste dell’isola, indagine propedeutica a studi di fattibilità circa la creazione di una futura area marina protetta, richiesta recentemente della comunità locale, l’Istituto di Scienze Marine (già Biologia del Mare) ha intrapreso un programma di ricerca sulla caratterizzazione spazio-temporale di alcuni parametri idrologici, chimici e biologici. In questo lavoro vengono esposti i risultati di uno studio preliminare effettuato nel periodo agosto-settembre 2001.

Materiali e metodi

Su 10 stazioni costiere, posizionate sulla batimetrica dei 50 m (Fig. 1), il 1 settembre sono stati eseguiti profili verticali, mediante sonda multiparametrica Hydrolab Datasonde4, di temperatura, salinità, ossigeno disciolto e fluorescenza. Sono stati inoltre condotti prelievi discreti a quote fisse (5, 20 e 50 metri) mediante bottiglie Niskin, per analizzare la distribuzione dei nutrienti (azoto ammoniacale, nitroso, nitrico, silicio da ortosilicati, fosforo da ortofosfati) e della biomassa fitoplanctonica esaminata come clorofilla a. Sia i campioni di clorofilla che di nutrienti (30 in totale) sono stati filtrati a bordo su filtri Whatman GF/F (porosità nominale 0.7 µm), conservati in borsa termostatica e congelati a terra a –30 °C.

Fig. 1 – Ubicazione delle stazioni. I cerchi identificano le stazioni di misura lungo la colonna d’acqua, il triangolo la stazione studiata in continuo.

Le analisi sono state eseguite presso l’Istituto di Scienze Marine di Venezia entro 30 giorni dal prelievo. I nutrienti sono stati analizzati secondo le metodiche descritte da Strickland e Parsons (1972) e da Hansen e Koroleff (1999) utilizzando un autoanalizzatore Systea-Alliance; la clorofilla a è stata analizzata in spettrofluorimetria (Perkin-Elmer LS-5B) secondo Holm-Hansen et al., 1965.
Inoltre, è stato condotto uno studio sulla variabilità a breve scala temporale su una stazione fissa, la Ficara (profondità 22 m, prossima alla stazione 6), nella zona prevista a tutela integrale della futura area marina protetta. La sonda multiparametrica, posizionata sul fondo, è stata programmata con frequenza di acquisizione ogni 10’ per un periodo di 120 h (25 – 30 agosto).

Risultati e conclusioni

Nella situazione esaminata, è stata riscontrata la presenza di un termoclino stagionale attorno ai 30 – 35 m, che separava acque superficiali, con T attorno ai 27 °C, da acque profonde, con T compresa tra 16.6 e 18.6 °C (Fig. 2a), e una distribuzione verticale della salinità molto complessa, caratterizzata da valori superficiali medi (0 – 5 m) di 37.56 PSU, intermedi (10 – 30 m) pari a 37.80 PSU e profondi (30 – 50 m) di 37.46 PSU (Fig. 2b). Tali andamenti risultano, limitatamente allo strato superficiale considerato, in sostanziale accordo con il modello delle masse d’acqua presenti nello stretto di Sicilia (Robinson et al., 1999) e con dati riportati in letteratura (Rabitti et al., 1994).

Fig. 2 – Profili verticali della temperatura (a) e salinità (b) da sonda multiparametrica. Il tratto marcato unisce i valori medi calcolati per metro di profondità.

Il carattere oligotrofico delle acque è evidenziato dalle basse concentrazioni della clorofilla a, pari a circa 0.1 – 0.2 µg/dm3 lungo tutta la colonna, e dei nutrienti, con medie di azoto inorganico disciolto (DIN), ortosilicati e ortofosfati rispettivamente pari a 0.31 µM (ds = 0.13), 1.04 µM (ds = 0.14) e 0.05 µM (ds = 0.02).

Le registrazioni continue effettuate al fondo della stazione fissa, la Ficara, hanno evidenziato una situazione estremamente dinamica, con pronunciate escursioni di temperatura (> 5 °C) e di salinità (~ 1 PSU) verificatesi in poche ore, con un andamento ripetuto nel tempo (Fig. 3).

L’ipotesi più probabile, in assenza di ulteriori elementi conoscitivi, è che le acque situate a profondità maggiori, caratterizzate da T e S più basse, siano risalite lungo il fondale fino alla quota dove sono state intercettate e misurate (si osservi il decremento del 26 agosto, con la brusca caduta di T a circa 20 °C associata a S di 37.2 PSU, valori che, in colonna d’acqua, sono stati rinvenuti attorno ai 35m di profondità; Fig. 2a e 2b), per poi affondare nuovamente, con una ciclicità che, ad eccezione del plateau del 29 – 30 agosto, sembra ripetersi circa ogni 12 ore. Scartata la dipendenza dal ciclo nictemerale, l’attenzione si è concentrata sul ciclo tidale. In mancanza di dati di marea esistenti per l’isola, si sono utilizzati i valori della previsione, considerandone quindi la sola componente astronomica, che a nostro avviso non dovrebbe essersi discostata molto da quella osservata, poichè durante questo esperimento le condizioni meteomarine erano particolarmente stabili (venti a regime di brezza, pressione livellata e mare calmo). Relazioni statisticamente significative sono risultate tra i minimi e massimi di marea contro temperatura e densità (rispettivamente r = -0.530 e r = 0.530, n = 19; p < 0.05), indicando come la marea presente a Pantelleria, anche se di ampiezza limitata (escursione attorno ai 20 cm), potrebbe contribuire ad un movimento periodico delle acque seguendo il profilo batimetrico della costa, influenzando in tal modo i fondali dell’isola.

Fig. 3 – Registrazioni in continuo di temperatura (tratto sottile) e salinità (tratto marcato) effettuate al fondo della stazione della Ficara. E’ rappresentata la media mobile di ordine 5.

Le osservazioni suesposte, che vogliono rappresentare solo un primo approccio di studio delle proprietà idrochimiche della colonna d’acqua pantesca, andranno validate da studi più prolungati nel tempo in analoghe e/o diverse situazioni stagionali, ed integrate con maggiori informazioni sulla biologia della colonna d’acqua, da estendersi alla componente fito- e zooplanctonica, e sulla dinamica delle acque, mediante l’utilizzo di strumentazione dedicata, quali correntometri e mareografi.

Ringraziamenti

Un sentito ringraziamento a: Guido Picchetti, Mariella Morselli, Walter Pane, Giorgio Montesi, Angelo Mojetta, Massimo Brunelli, il Centro Immersioni Pantelleria di Maria Ghelia, i volontari dell’Acquario Civico e dell’Associazione Verdeacqua di Milano, la Corr-Tek di Verona, la Soco di Agrate Brianza (MI).

dr. Franco Bianchi
Consiglio Nazionale delle Ricerche
Istituto di Scienze Marine - Biologia del Mare
Venezia
(bianchi@ibm.ve.cnr.it)

Approfondimenti

Versione PDF della relazione qui pubblicata: "DISTRIBUZIONE DELL’IDROCHIMICA NELLE ACQUE COSTIERE DELL’ISOLA DI PANTELLERIA: RISULTATI PRELIMINARI." (365 Kb - PDF)

"The Island of Pantelleria (Sicily Strait, Italy): towards the establishment of a marine protected area. First oceanographic investigations." (469 Kb - PDF)

Archivio

2002 "Oceanografia Biologica delle acque circostanti l'isola di Pantelleria" - (Canale di Sicilia, Italia) - Rapporto sull'attività svolta nel 2002
2001 "Oceanografia biologica delle acque circostanti l'isola di Pantelleria" - Fase preliminare - Agosto/Settembre 2001 - Report sull'attivitą svolta nel 2001


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