|
L'ATTIVITA' DI RICERCA
"Oceanografia biologica delle acque circostanti
l'isola di Pantelleria"
Fase preliminare - Agosto/Settembre 2001
Report sull'attività svolta nel 2001
(del dr. Franco Bianchi dell'Istituto di Biologia del Mare del
CNR di Venezia)
Nel mese di agosto del 2002, è iniziata la fase preliminare del
programma proposto dal dr. Franco Bianchi dell'Istituto di Biologia
del Mare del CNR di Venezia, volto allo studio dell'oceanografia
biologica delle acque che circondano l'isola di Pantelleria. Questo
programma è stato commissionato dal Comitato Pro Parco Marino di
Pantelleria, grazie al contributo finanziario concesso dal prof.
Brian Davies, già presidente dell'IFW USA. Come primo approccio,
avvalendosi dell'assistenza del Centro Immersioni Pantelleria di
Maria Ghelia, dell'Istituto Studi del Mare dell'Acquario Civico
di Milano e dell'Associazione Verdacqua di Milano, si è posizionata
una sonda multiparametrica HYDROLAB(r) Datasonde4 presso la Secca
della Ficara (36°45.497'N, 12°03.294'E; figura 1), area destinata
ad essere compresa nella riserva integrale (zona A) del proposto
parco marino. Questo strumento, ancorato a 22 metri di profondità,
è stato programmato per fornire informazioni sui parametri ambientali
dello strato prossimo al fondo, registrando ogni 10' le variazioni
di temperatura, salinità, pH, ossigeno disciolto, clorofilla e torbidità.
L'esperimento, iniziato il 25 agosto, si è concluso il giorno 30
con il recupero della sonda, che ha registrato circa 700 records.
Figura
1. Ubicazione delle due stazioni
su cui è stato condotto lo studio a breve
scala temporale.
Per quanto riguarda il previsto studio a carattere spaziale sull'oceanografia
biologica delle acque in transito nel canale di Sicilia, da realizzarsi
con l'aiuto della Capitaneria di Porto di Pantelleria, a causa di
un'avaria ad una motovedetta ed alla contemporanea "Emergenza
Clandestini", non si è potuto dare corso alla fase relativa
alle misure e campionamenti concordati lungo i transetti Pantelleria-Sicilia
e Pantelleria-Tunisia. La immediata disponibilità di una seconda
imbarcazione, offerta da un consigliere del Comitato, Giorgio Montesi,
ha fatto sì che il giorno 1 settembre si sia potuto svolgere un
programma alternativo articolato su dieci punti stazione.
| Staz. |
lat. N |
Long. E |
Staz. |
lat. N |
Long. E |
|
01 |
36°
50.610' |
11°55.522' |
06 |
36°45.221' |
12°
03.449' |
|
02 |
36°
50.779' |
11°58.105' |
07 |
36°43.850' |
12°
01.357' |
|
03 |
36°
49.560' |
12°00.874' |
08 |
36°44.337' |
11°
58.590' |
|
04 |
36°
48.234' |
12°02.934' |
09 |
36°46.813' |
11°
56.678' |
|
05 |
36°
46.503' |
12°03.811' |
10 |
36°48.317' |
11°
54.861' |
Figura 2. Ubicazione delle dieci
stazioni costiere interessate dallo studio
alternativo a carattere spaziale
L'idrologia della colonna d'acqua è stata indagata mediante profili
continui da sonda multiparametrica HYDROLAB(r) Datasonde4 calata
con verricello a mano fino alla profondità di 50 m e collegata a
personal computer. Il tutto veniva alimentato da un sistema misto,
costituito da un gruppo di continuità da 1000W della Tecnoware(r)
di Firenze, e da due piccoli pannelli solari messi a punto per l'occasione
dalla SOCO(r) di Agrate, Milano. Inoltre, a quote fisse, stabilite
a 5, 20 e 50 m, sono stati condotti campionamenti dei parametri
biochimici (clorofilla a e nutrienti disciolti) mediante bottiglie
a rovesciamento NIO(r) da 1 l, fissate su cavo idrologico da 4 mm,
calate a quote idonee mediante arganello a mano e comandate in chiusura
mediante messaggeri. A bordo si è proceduto alla immediata filtrazione
dei campioni mediante sistema a vuoto, con pompa a mano. A terra,
il materiale raccolto è stato immediatamente congelato in freezer
a -20°C.
Il giorno 4 settembre si è dato corso ad un ultimo studio a breve
scala temporale su una stazione costiera, individuata presso Punta
Polacca (36°44.305'N, 11°59.471'E; figura 1), area di interesse
biologico per la presenza di un posidonieto su substrato duro in
ottimo stato di conservazione. A tale scopo la sonda HYDROLAB(r)
del CNR, ancorata su un fondale di sabbia ad una profondità di 17
m, è stata programmata per acquisire dati ogni 10'. Il sopraggiungere
di una serie di perturbazioni ha consigliato di procedere al recupero
anticipato della sonda, avvenuto il pomeriggio del 7 settembre,
dopo circa 75 ore di registrazione e circa 450 records acquisiti.
I dati ottenuti durante questa fase preliminare sono i primi in
assoluto a caratterizzare le condizioni oceanografiche delle acque
costiere dell'isola che, grazie alla sua posizione centrale nel
canale di Sicilia, rappresenta un sito privilegiato per studi sulle
masse d'acqua in transito dal Mediterraneo Orientale verso il bacino
Occidentale e viceversa. L'analisi di questi dati va inquadrata
in uno studio propedeutico di fattibilità del proposto parco marino
di Pantelleria, isola che presenta habitat costieri ad elevata valenza
ecologica, quali le vaste coperture a posidonieto, gli anfratti
rocciosi e le numerose grotte che rappresentano zone di rifugio
e nursery per cernie e foca monaca, per la cui conservazione è necessario
approfondire le conoscenze dell'oceanografia biologica delle acque
che circondano l'isola.
Venezia, 30 settembre 2001.
Ringraziamenti:
- Si ringrazia Guido Picchetti e Mariella Morselli per aver
fornito una squisita e prolungata ospitalità, grazie alla quale
è stato possibile condurre questo lavoro, e per il loro continuo
sostegno.
- Si ringrazia Maria Ghelia del Centro Immersioni Pantelleria
per la sua incondizionata assistenza.
- Si ringrazia inoltre Giorgio Montesi per aver messo a disposizione
la propria imbarcazione a trasportato i campioni biologici fino
a Padova.
- Si ringraziano infine tutti coloro che hanno contribuito
fattivamente alla realizzazione della fase preliminare di questa
ricerca: Walter Pane, i ricercatori ed i volontari dell'Acquario
Civico e dell'Associazione Verdeacqua di Milano.
Difendi anche tu le balene, visita il sito dalla campagna |